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 · Doratura

 La Doratura è l'insieme delle fasi che precedono e che seguono il posizionamento vero e proprio dell'oro su un oggetto. 

· Visualizza esempio di lavori di doratura

Esistono 2 tipi di tecniche

» DORATURA  A GUAZZO
» DORATURA A MISSIONE

Fin dai tempi più remoti, l'oro veniva utilizzato per la 
creazione gioielli e decorazioni.
Gli antichi egizi erano in grado di ottenere una lamina d'oro 
dello spessore di circa 5 millesimi di millimetro per dorare 
gli oggetti più svariati simulando che si trattasse di 
oggetti in oro massiccio. In epoche più recenti la tecnica  della doratura è stata riscoperta in Italia nel periodo del  Rinascimento. Nel Rinascimento era utilizzata la tecnica della  lumeggiatura in oro che consisteva nel dorare lo sfondo  mentre le parti in rilievo, spesso intagliate, erano lasciate  in legno naturale. In epoca barocca la doratura era la tecnica più importante e  diffusa. Nel Settecento, anche a causa del diffondersi di nuove tecniche, la doratura subì un ridimensionamento. Al giorno d'oggi l'antiquariato dorato mantiene il suo  fascino e la professione del "doratore" si è fatta preziosa  perchè praticata da pochi.

Attrezzi da Doratore:
» Brunitoi
Si tratta di una pietra d'agata sagomata e lucidata. La funzione è quella di lucidare le foglie d'oro dopo che sono state applicate. Per mantenere i Brunitoi sempre lucenti,  spesso si devono strofinare con un pezzo di cuoio.
» Coltello da doratore
Serve per tagliare la foglia d'oro.
» Ferri da Modellare
Generalmente d'acciaio e di diverse forme, servono per applicare gessi e trucchi sull'oggetto.
» Paletta da doratore:
Serve per portare la foglia dal guanciale alla superficie da dorare.
» Pelli di camoscio:
Si usano erp pulire perfettamente le superfici togliendo ogni traccia senza lasciare fili e pelucchi.
» Raschietti
Si usano per raschiare le superfici stuccate.
» Spatole
Servono per togliere le asperità e rendere piana una superficie che è stata stuccata.
» Spugne:
Si usano spugne naturali per lavare e pulire le superfici e stendere turatori e mordenti.
» Trincetto per raschiare l'oro:
Serve per togliere l'oro dalle superfici che devono rimanere scoperte.

MATERIALI 

1. BOLO
Si acquista nei negozi di belle arti. Quello più comunemente utilizzato ha la forma di pasta densa ed è confezionato in barattoli. Può avere diverse colorazioni, la più apprezzata è 
rosso scuro. Chiudere sempre bene il barattolo del bolo.

2. CARTE ABRASIVE
Si acquistano in ferramenta a metro o a fogli. La numerazione  che la carta porta stampata sul retro indica la grossezza della grana e quindi la sua capacità abrasiva: più basso è il  numero maggiore è la capacità abrasiva.

3. CERA D'API
Si acquista in drogheria o in colorifici.

4. COLLA A CALDO:
Ne esistono di 3 tipi: il primo è la colla forte o colla da falegname o colla caravella che si acquista nei colorifici o negozi di belle arti. La colla di coniglio invece si presenta sotto forma di granuli chiari e opachi La colla pesce si presenta in lamine sottili quasi trasparenti. Si utilizzano a pezzi, sciolte a bagnomaria.

4. ESSENZA DI TREMENTINA
Si acquista presso i colorifici si utilizza per pulire superfici sporche. Da usare con maschera e guanti.

5. FOLGIA D'ORO:
Si acquista nei negozi di belle arti o nei colorifici ben forniti. I fogli sono di lamina sottilissima alloggiate in libretti di carta velina da conservare con cura e sempre in piano, senza pesi sopra e al riparo dalla polvere.

6. GESSO DI BOLOGNA
Serve pre preparare l'intonaco che si utilizza nell'ammanitura.

7. GOMMALACCA
Si presenta in scaglie cornne sottili e friabili

8. PAGLIETTE DI FERRO

9. SVERNICIATORE CHIMICO
Serve per rimuovere vecchie vernici da molti materiali, tra cui il legno.

FASI DELLA LAVORAZIONE:

- preparazione dell'oggetto:
La colla di coniglio è un collante di origine animale, si acquista a peso e la sua preparazione è piuttosto semplice. Le proporzioni che si devono seguire per fare la colla sono di 1:12 cioè 10 gr. di colla sciolta en 120gr. di acqua. Come si procede: riporre le giuste proporzioni in un  pentolino, alla sera, Durante la notte, la colla assorbirà l'acqua, gonfiandosi.al mattino mettere il pentolino in un recipiente più grande e in questo versare uno strato d'acqua 
tale che il pentolino con la colla ne sia immerso senza tuttavia galleggiare.Riporre ora sul fuoco ma non fare bollire la colla per non diminuire il suo potere collante. Una volta che la colla è completamente sciolta, allora è pronta. prima di utilizzarla conviene filtrarla con un altro pentolino ed una pezza a trama stretta. Metterla poi a scaldare per utilizzarla per la fase detta comunemente invito.

- invito
Consiste nello stendere sull'oggetto uno strato di colla diluita in modo che l'intonaco si "aggrappi meglio" alla superficie stessa. per stendere la colla si consiglia di usare un pennello con setole di bue o di cinghiale a pelo corto. Lasciare poi riposare 1 notte e al mattino passare la superficie con carta abrasiva per livellare le piccole impurità.

-ammanitura
Consiste nella stesura degli strati di intonaco formato da colla e gesso di Bologna. Preparazione: quando la colla è calda si versano piccole quantità di gesso di Bologna e si 
gira con un bastoncino. Quando ha raggiunto una consistenza tale da essere applicata col pennello si lascia raffreddare qualche minuto. Se sono presenti grumi e opportuno filtrare 
l'impasto.

-levigatura

Con questa operazione si rende perfettamente liscia la superficie su cui è stato messo l'intonaco.

-applicazione del bolo
Si prepara mescolando una quantità di bolo messa a bagnomaria, e colla di coniglio pronta e calda. Il Bolo è pronto quando raggiunge una consistenza fluida ma non  acquosa.il bolo o appretto di bolo va applicato a caldo, bisogna procedere in modo uniforme tra una passata ed  un'altra aspettare che sia completamente asciutta.

- applicazione della foglia

E' necessario imparare a valutare bene la dimensione di 
foglio da tagliare per evitare inutili e costosi sprechi, trattandosi di materiale costoso. La foglia si taglia con il  coltello da doratore operando con movimento netto e deciso. 
Una volta tagliata la parte che interessa prendere il pennello di vaio e intingere nella soluzione contenuta nel barattolo e con passate rapide bagnare abbondantemente una zona di circa 20 cm dell'oggetto che state dorando. Sulla zona da dorare non passare mai più volte, è sufficiente una sola passata con pennello ben inzuppato perchè la superficie sia pronta ad ospitare la foglia. In genere si comincia col dorare la parte più alta dell'oggetto per evitare che la soluzione di vaio coli e danneggi la foglia d'oro. Una volta adagiata la foglia si consiglia di passare con un batuffolo di cotone per fare aderire meglio la foglia d'oro all'oggetto.Trascorsa una notte è consigliabile ripassare col batuffolo di cotone per eliminare eccessi d'oro rimasti. Se si dovesse staccare un pezzo di foglia sarà necessario qualche ritocco. Nell'attesa della brunitura è opportuno coprire l'oggetto con un panno bianco di lino

- brunitura
E' necessario che passi almeno 1 notte dopo l'applicazione della foglia d'oro, anche se il tempo dipende dalla temperatura esterna. A questo punto l'oggetto può sopportare lo strofinamento dell'agata senza subire danni.

- velatura: 
Ultima fase che interviene dopo la brunitura in caso di doratura a guazzo, o dopo la stesura della foglia d'oro in caso di doratura a missione. Sono 2 le finalità di questa fase: la protezione dell'oro applicato e l'inveccchiamento delle superfici dorate.

DORATURA A MISSIONE
Si diversifica dalla doratura a guazzo per alcuni elementi importanti: dopo la levigatura si procede a stendere una mano di gommalacca che serve a impermeabilizzare il gesso stesso. Quando la gommalacca è asciutta si stende la missione che è il preparato che consente l'adesione della foglia d'oro all'oggetto da dorare. La stesura della foglia d'oro nella doratura a missione è analoga alla doratura a guazzo tuttavia si utilizza "oro matto" che si stende direttamente con le mani. Inoltre l'oggetto non sarà sottoposto alla fase di brunitura quindi l'oro, non venendo lucidato rimarrà opaco. La doratura a missione produce quindi dorature opache o semilucide. In genere questa procedura è usata spesso rispetto alla doratura a guazzo per la procedura più breve.

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